di Giuseppe Messina
lunedì 4 novembre 2013
Formazione/ I finanziamenti extra budget, il 'caso’ di Patrizia Monterosso e la rabbia dei dipendenti.
di Giuseppe Messina
PIANO PIANO IL GOVERNO REGIONALE STA FACENDO INCAZZARE ANCHE GLI UOMINI E LE DONNE PIU’ PAZIENTI DEL MONDO: I LAVORATORI DI QUESTO SETTORE. LA NOTA DEL ‘COMITATO SPONTANEO’
Come avevamo previsto ieri, la ‘pace’ nel settore della formazione professionale siciliana è solo apparente. Ci sono troppi interessi in gioco. E ci sono, soprattutto, i soldi.
La Regione ha lasciato tutti senza soldi. Uno dei pochi settori dove ci sono ancora soldi è quello della formazione professionale. Ed è lì che si è concentrata l’azione del Governo regionale.
Di fatto, su 280 e passa milioni di euro di finanziamento – a tanto dovrebbero ammontare le risorse finanziarie della seconda annualità dell’Avviso 20 – per ora il Governo ha messo nel piatto 180 milioni circa. 100 milioni di euro se li sono già ‘sciroppati’.
Ma non gli bastano. Ne vogliono ancora. Un modo per prendere soldi potrebbe essere quello di utilizzare l’inchiesta della Corte dei Conti sui cosiddetti extra budget. Sotto inchiesta, per questa storia, ci sono politici e altri burocrati. Tra questi anche la segretaria generale della presidenza della Regione, Patrizia Monterosso. Che vorrebbe che gli enti patrizia
monterosso 1restituissero i soldi presi negli anni passati a titolo di extra
budget.
In realtà, la storia è molto più complicata di quanto appaia. In primo
luogo, perché gli extra budget sono normati da una legge. Fuori legge, insomma,
non sarebbero gli extra budget, ma un eventuale errato ricorso a questo
istituto.
La storia, lo ripetiamo, è complicata. Più complicata di quanto sembri.
E coinvolge, in pieno, i politici e i burocrati – e tra questi anche Patrizia
Monterosso – sui quali, non a caso, a dicembre è prevista la sentenza di primo
grado della Corte dei Conti.
Questo spiega perché la dottoressa Monterosso vorrebbe recuperare
subito i soldi dagli enti che, a suo dire, avrebbero incamerato extra budget in
violazione di legge.
Ci sono, però, due problemi.
In primo luogo, deve essere provata la violazione di legge. In pratica,
si deve dimostrare che gli enti avrebbero preso i soldi che non gli spettavano.
In secondo luogo, il presunto reato fa riferimento a quando la
formazione professionale siciliana era finanziata dalla Regione. Mentre la
Regione, oggi, su input della dottoressa Monterosso, starebbe chiedendo agli
enti la restituzione delle somme a valere sulle risorse del Fondo sociale
europeo. Cosa, questa, che non sembra troppo regolare. Anzi.
Sulla vicenda interviene il Comitato spontaneo dei lavoratori della
formazione professionale. Noi questa nota che leggerete di seguito l’abbiamo
trovata ‘navigando’ su facebook.
Scrivono i protagonisti del Comitato spontaneo dei lavoratori della
formazione professionale: ”La Monterosso, dirigente per tutte le stagioni,
rimasta indenne dai tempi di Cuffaro a quelli del ‘rivoluzionario’, Crocetta
passando per Lombardo, è una delle artefici della distruzione della formazione
professionale in Sicilia. Negli anni passati ha consentito, di comune accordo
con gli Assessori di turno, a migliaia di assunzioni di personale e, per
questo, ha concesso i famosi finanziamenti extra budget”.
“In parole povere – leggiamo ancora nella nota – hanno fatto campagna
elettorale, con la formazione professionale, facendo esplodere il settore e
portando la spesa fuori controllo. Non a caso la Corte dei Conti li vuole
condannare tutti per danno erariale!”.
“Nella Sentenza n.259/A/2013 la Corte dei Conti – sezione di Appello
afferma: …omissis….. Rileva, infine, la Procura che la procedura di
incameramento disposta con il DDG 1522 del 12 aprile 2013 delle quote di
spettanza dell’ANFE a valere sul predetto Avviso 20/2011 sarebbe in contrasto
con il principio di integrità dei pagamenti ai beneficiari del contributo
pubblico previsto dal regolamento (CE) n.1083/2006 ( che disciplina il fondo
sociale europeo in cui all’art. 80 sono vietate le detrazioni o le trattenute
che portino alla riduzione del contributo per i beneficiari) onde il principio
di legalità imporrebbe al giudice di disapplicare gli atti illegittimi per violazione
di legge e di regolamenti”.
A questo punto, la nota del Comitato spontaneo dei lavoratori della
formazione professionale tira in ballo l’assessore regionale alla Formazione
professionale, Nelli Scilabra, e la dirigente generale del settore, Anna Rosa
Corsello.
“In sintesi – leggiamo nella nota – la Scilabra e la Corsello, per
curare gli interessi dei loro predecessori, all’ente presso il quale presto
servizio hanno già trattenuto 2.900.000 euro, violando i regolamenti comunitari
che garantiscono che i finanziamenti dei corsi devono essere integralmente
corrisposti e non possono essere finalizzati ad altro, tanto meno ad evitare il
pagamento del danno erariale per fatti che risalgono ai tempi in cui la
Formazione era a carico del bilancio della Regione”.
Questo passaggio è importante ed è stato da noi già sottolineato: la
Regione siciliana, anche se ormai è in condizioni finanziarie tragiche, non può
trattenere i soldi di un presunto danno erariale, consumato con fondi
regionali, trattenendo fondi europei.
“La Scilabra e la Corsello – prosegue la nota – che a parole dicono di
tutelare i lavoratori, non hanno esitato un attimo a trattenere le somme dai
mandati relativi alla gestione del trascorso anno formativo, a carico del Fondo
sociale europeo, determinando la mancata erogazione degli stipendi da marzo a
giugno!”.
“Facciamo questa affermazione – leggiamo sempre nella nota – perché la
Scilabra e la Corsello, come anche la Monterosso, sono consapevoli del fatto
che il 90% del finanziamento dei corsi è assorbito dalle spese per il pagamento
del personale e che ogni trattenuta equivale a non pagare le retribuzioni dei
lavoratori che hanno regolarmente consentito lo svolgimento dei corsi”.
“Quindi – scrivono sempre i lavoratori – secondo loro, a pagare le
campagne elettorali 2007, 2008 e 2009 dovremmo essere noi, anche con decenni di
anzianità nel settore. I lavoratori della formazione professionale, privati
sino a 24 mesi di stipendio, sono stanchi di questo teatrino perché allo stremo
delle forze”.
Quindi l’avvertimento finale: “ORA BASTA, CHI DEVE PAGARE PAGHI! SE SI AZZARDANO
A TOCCARE UN’ALTRO EURO DAI FINANZIAMENTI DEI CORSI, CON L’ESERCITO DEVONO
VENIRE!”.
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