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lunedì 11 novembre 2013

CIAPI E LA STAGIONE DELLA GRANDE ABBUFFATA TUTTO PREVISTO GIÀ NEL 2009.





11 novembre 2013


“È indispensabile istituire un sistema di verifiche e controlli tendente a verificare con quale finalità sono state finora trasferite le risorse agli enti e se poi sono state effettivamente impiegate per le medesime finalità; controllare l’effettivo svolgimento dei corsi e con quale modalità vengono utilizzate le risorse trasferite con finalità diverse o più ampie della formazione (è il caso, ad esempio del CIAPI che gestisce notevoli risorse per programmi di pubblicità e comunicazione). Forse sarebbe opportuno fare delle convenzioni con la guardia di finanza o con altre istituzioni pubbliche per effettuare capillari controlli finalizzati, oltre che alla ricerca di frodi (corsi fantasma e /o comunicazione inutile), anche alla ricerca di sprechi”.

Queste raccomandazioni sono contenute nel Libro bianco consegnato alle autorità di governo della Regione siciliana dall’ex segretario generale della Regione Siciliana, Enzo Emanuele, nel 2009. La stagione delle provvigioni esagerate e delle gare manipolate del Ciapi è stata prevista. Una diagnosi accurata, con un elenco dei sintomi di sospetti sulla malattia “contratta”. Numeri inequivocabili.
“Lo scenario rappresentato dalla Corte dei Conti”, avvertiva il Libro bianco, “è di grande criticità, risultando non più rinviabile un riordino legislativo della formazione professionale in Sicilia…” Ed ancora: “Sulla spesa relativa alla formazione, in via generale, la Corte dei Conti ha rilevato, in occasione del giudizio di parifica per l’anno 2008, una serie di elementi negativi sulla scarsa efficacia dei corsi finanziati e sul relativo costo per la collettività, che scaturirebbe dalla frammentarietà del quadro di programmazione, dallo scarso legame con il territorio e con il sistema delle imprese, ma anche dalla scarsa affidabilità di alcuni degli Enti gestori…”.

La macchina della distribuzione di soldi pubblici funzionava che era una meraviglia, non ci voleva certo un mago per scoprire che su di essa viaggiavano una folta rappresentanza di personaggi ammanicati con la politica, le istituzioni e il mondo dell’informazione. Che non se n’è stato certo a guardare. Bastava avere la volontà di vederci chiaro e mettere in campo misure idonee. Ed invece, nel triennio successivo al Libro bianco, stando ai dati del presidente della Regione sono stati spesi per la comunicazione e la pubblicità ben 186 milioni di euro, spartiti, in buona misura, fra amici.
Solo cinque anni dopo, infatti, nel mese di marzo del 2013, grazie ai controlli degli ispettori Ue e le meticolose indagini della Guardia di Finanza, il comparaggio e le malandrinate, stando alla tesi accusatoria della Procura di Palermo, sarebbero venute in superficie, con grande sorpresa dell’informazione regionale.
Il picco dei finanziamenti è stato raggiungo nel biennio 2007/2008. “Nel 2007 risultavano finanziati 519 progetti, nel corso del 2008 sono stati autorizzati 891 progetti, con un incremento di oltre il 71%. Di questi, 473 sono stati finanziati con fondi statali, 31 con fondi dell’Unione europea e 387 con fondi della Regione siciliana. Nel 2007, a fronte di 519 progetti, furono avviati 3.069 corsi, cui risultarono iscritti 46.035 studenti. Nel 2008 risultano attivati 2.514 corsi con 31.918 iscritti”.
“Dai dati riportati nel Piano Operativo Regionale FSE 2007-2013 per il 2008 risulta stanziato un importo di euro 251.908.700 di cui 25.190.870 finanziati da fondi regionali, 100.763.480 da interventi statali e euro 125.954.350 relativi ad interventi comunitari. Inoltre sia la Regione che lo Stato hanno ulteriormente compartecipato, con propri fondi rispettivamente per euro 243.394.815 e 44.899.854. Per il 2009 risultano stanziate somme per un importo complessivo di euro 251.908.702 di cui 25.190.870 di interventi regionali, 100.763.481 di interventi statali e 125.954.351 di interventi comunitari, oltre a euro 206.069.885 di finanziamento regionale e euro 77.251.235 di parte statale”.
“Quasi tutta la spesa relativa alle somme indicate passa attraverso il centro regolatore del Dipartimento Formazione Professionale dell’Assessorato regionale del Lavoro ed una minima parte attraverso il Dipartimento Regionale della Pubblica Istruzione e l’Agenzia regionale per l’impiego e la formazione professionale. Inoltre piani formativi paralleli afferenti le misure del POR Sicilia, vengono emanati da altri assessorati, ciascuno dei quali ha propri centri regolatori della spesa, quali ad esempio l’Assessorato per le Autonomie locali e l’Assessorato all’Agricoltura (tale frammentazione non è stata affrontata adeguatamente neppure dalla l.r. 19/2008). In definitiva la Regione Siciliana spende annualmente di fondi propri oltre duecentocinquanta milioni di euro per finanziare la legge 24/76 e per cofinanziare i progetti attivati con i fondi comunitari e statali.

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